lunedì 31 dicembre 2012

Happy new year, Buon anno... anzi buon 32 Dicembre !

L'esperienza Corporeus corpora supera indenne la maledizione dei Maya 2012 e si proietta nel 2013...


Ma c'è una maledizione meno clamorosa e ben più afflittiva, tutt'ora in corso.
Quella del vivere in Italia. 
A Capodanno, però, ridiamoci su. Magari facendoci aiutare da una filmografia sicuramente più "sincera" di quella attuale, pur nella commedia ... 

Grazie a tutti dell'attenzione con cui ci avete seguito in questo esordio. Auguri, buon Anno.


E buona visione:

 

 


domenica 30 dicembre 2012

Proroga sino al 15 Gennaio del "Concorso per i lettori" !!!



In seguito a segnalazioni ricevute, per cui il periodo festivo non consentirebbe per tutti "adeguata tranquillità alla produzione artistica", procrastiniamo i termini ultimi del concorso alla metà di Gennaio 2013, per le tre categorie. 


Corporeus Corpora indice il suo primo concorso natalizio


Gentili lettori,

Abbiamo pensato che la vostra partecipazione alle sorti del sito meritasse una piccola gratificazione. Ed al tempo stesso un'altrettanto piccola "spinta" a contribuire ai suoi contenuti.


A questo scopo indiciamo un concorso di Natale, con tre categorie.

venerdì 28 dicembre 2012

Nudità II: la scomoda realtà delle carceri

"Carcere pugliese", da  SavaglioBlog

A seguire dal post Nudità, Corporeus corpora propone 

"Viaggio dentro le carceri",

eccellente miniserie di videoinchieste. 

Il modo migliore per capire.

 

 

 

Giorni fa abbiamo pubblicato il testo di nudità, che tra le altre cose proponeva una immaginifica prospettiva del percorso di Marco Pannella.

Le reazioni che abbiamo raccolto su quel testo vanno oltre ogni nostra immaginazione: abbiamo ritenuto di dover replicare non mediante semplici commenti ma con una serie di post.


Ci pare di aver toccato un nervo scoperto, da cui però dipende molto della concezione generale di collettività e legalità. Crediamo sia il caso di iniziare col dare conto visivo delle condizioni carcerarie italiane, oggetto della campagna di Marco Pannella.

Cominciamo quindi da un elemento meno analitico, più emotivo eppure oggettivo allo stesso tempo;
in seguito passeremo ad argomentare su base razionale la posizione accennata nel post Nudità, che mai avremmo creduto capace di suscitare simili escandescenze.

Pubblichiamo a questo proposito una serie di videoinchieste, realizzate da Antonio Crispino, brillante giornalista del Corriere della Sera, amico di Corporeus Corpora.

Antologia Montiana II: Monty Dick, la balena bianca e il monocolore DC

Monty Dick risale dagli abissi della Prima Repubblica - Trevvor Riley

Corporeus corpora si imbarca sul Pequod (quello originale, mica la bolsa casa editrice...) alla caccia di Monty Dick, il nuovo balenottero bianco, nei mari perigliosi della rete e della memoria... chez Dagospia

 

Cosa pensavano (e pensano) di lui tanti patrigni della Patria, alla sagra del grigiore...

I dati dell'esperienza di Monti nel triennio 1989-1992, governo Andreotti. 

Due parole di troppo su Oscar Luigi Scalfaro...


Riccardi e Casini
Novembre del 2011: quel genio di Castagnetti organizza una mostra rivoluzionaria, dedicata alla "Democrazia Cristiana per l'unità d'Italia", al tempio di Adriano.
E' l'occasione più splendida per la nomenklatura democristiana di ripercorrere le proprie radici, però giubilando dei nuovi polloni appena spuntati: un tronco che pensavamo finalmente inaridito e sterile sorprende e fa entusiasmare invece i barbogi che vedrete. Quei polloni son tutti nel campo di Mario Monti. "E' finita la diaspora", dirà Casini... ma la parola passa al Cafonalino democristiano di Dagospia, di cui riproponiamo estratti salienti (e qualche foto):



Il neo ministro alla Cooperazione internazionale e all'integrazione Andrea Riccardi sceglie come prima uscita pubblica nella nuova veste il Tempio di Adriano dove si e' inaugurata la mostra 'Democrazia cristiana per l'Italia unita', organizzata da Pierluigi Castagnetti. Al suo arrivo lo accolgono scroscianti applausi e risponde cosi' ai giornalisti che gli chiedono se stia cominciando una nuova avventura: "Speriamo. O forse e' la vecchia che continua"

E' storia, e' cronaca: non si capisce. Complice il giuramento di un esecutivo Monti che qui, a patto di anonimato, considerano "un monocolore Dc" o comunque nella migliore e piu' prestigiosa scia dell'impegno dei cattolici in politica.

Il primo effetto del governo Monti? "La fine della diaspora Dc" esulta Casini e a guardare la platea nell'antico edificio non si puo' non dargli ragione... ci sono davvero quasi tutti, al punto che qualche giovane appassionato di fantascienza sceglie una perifrasi da 'Blade runner: "Ho 'rivisto' cose che voi umani...'

ILVA: il conflitto di attribuzione e la Corte Costituzionale, presente e futuro

Ecco qui il conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato...


Tiro alla fune interno allo Stato...
la Procura di Taranto lancia l'offensiva contro le norme che consentono all'Ilva la continuita' produttiva nonostante il sequestro disposto dall'autorita' giudiziaria a luglio a causa del reato di disastro ambientale. E' stato infatti presentato l'annunciato ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto legge numero 207 del 3 dicembre scorso che riguarda l'Ilva di Taranto ma si applica anche a tutti gli stabilimenti industriali ritenuti di interesse strategico nazionale e con occupazione superiore ai 200 addetti. Poiche' il decreto e' stato nel frattempo convertito in legge - l'approvazione da parte di Camera e Senato e' avvenuta proprio la scorsa settimana - la Procura attendera' ora la pubblicazione sulla 'Gazzetta Ufficiale' per inoltrare alla Consulta un secondo ricorso, basato stavolta sulla legge ma con le stesse motivazioni del primo. La possibilita' che la Procura facesse ricorso alla Consulta era gia' emersa all'indomani della presentazione del decreto e gia' nei giorni scorsi in ambienti giudiziari si affermava che il lavoro era ormai a buon punto. Il conflitto di attribuzione da parte della Procura non esclude la possibilita' che da parte della Magistratura di Taranto si sollevi anche l'eccezione di incostituzionalita' della legge, procedimento, questo, che ha pero' bisogno di una sede tecnica per essere attivato. La possibile sede potrebbe essere il 3 gennaio quando si discutera' di un nuovo ricorso dell'Ilva contro il dissequestro degli impianti o l''8 gennaio quando e' invece calendarizzata l'udienza sul ricorso Ilva per ottenere il dissequestro di prodotti finiti e semilavorati bloccati dallo scorso 26 novembre nell'ambito dei nuovi sviluppi dell'inchiesta giudiziaria sull'Ilva .

Questa la notizia come riportata da la Repubblica online .

In precedenza avevamo commentato il decreto legge, sia nel testo originario che promulgato, una volta emendato
Finendo per invitare la Procura ad avanzare eccezione di costituzionalità riguardo alle norme della legge, come pure ad intervenire nel merito della scelta legislativa del Governo e del Parlamento, manifestamente rivolta a sovvertire o cancellare provvedimenti legalmente adottati dalla magistratura, aspetto rafforzato nella versione emendata del testo.

Facile invito a sollevare conflitto di attribuzione tra i poteri dello Stato (considerata la frontalità dello scontro, la natura degli atti in gioco e la lapalissiana sensibilità costituzionale dell'intera vicenda), che vediamo oggi accolto, probabilmente nella specifica accezione dell'eccesso di potere...

Approfitto per riproporre qui l'intervento dell'onorevole Mantovano, membro del PDL ma in questa occasione dissidente rispetto alla linea di partito. Durante il dibattito parlamentare che ha preceduto la votazione alla Camera, Mantovano ha esposto le ragioni di un'opposizione netta alle posizioni dell'intero Parlamento (dall'UDC alla LEGA al PD al PDL) riguardo alla trasformazione in legge del decreto (e relativa morte della giustizia...).

giovedì 27 dicembre 2012

Antologia Montiana: il nuovo Forlani ed i suoi "no"...

Una breve antologia dei no di Monti, che vorrebbe essere interattiva.

Quanto basta di fisiognomica democristiana...


«Vorrei fare una lista unica, ma non so se ci riuscirò»

dice oggi il premier, secondo "La Stampa"...

Io invece vorrei saper ripescare, oltre che dalla memoria, tutte le occasioni in cui Mario Monti si definiva utile esclusivamente per la fase di transizione che il fato gli aveva affidato. 
Dopodiché si sarebbe fatto da parte e la palla sarebbe tornata ai partiti, espressione della volontà nazionale (assai teorica, in quanto determinata massimamente dalla mancanza di proposte politiche alternative al clericalfascismo, cattocomunismo e populismo). 
Mi piacerebbe, insomma, fornire qui una documentazione completa di quelle numerose testimonianze che si apprestano ad essere seccamente smentite dal protagonista. Dopo pochissimo tempo.
Le ritengo infatti indispensabili per valutare la caratura effettiva di questa ennesima "riserva della Repubblica" la quale, a detta di politica e media, nazionali ed internazionali, avrebbe nella credibilità il suo asso nella manica.
Ma la credibilità non dovrebbe poggiare le basi nella coerenza con quanto affermato con tanta nettezza, quantomeno nel breve termine?
Considerati i molti casi in cui il professor Monti si è lasciato andare a dichiarazioni sul punto, accomunate dalla negazione di ogni intenzione a ricandidarsi e finanche dell'utilità di tale opzione, risulta ben strano che nessuna testata giornalistica, stampa, tv, internet, abbia collazionato questa sequela e sia stata pronta a presentargli all'incasso un conto di responsabilità.
Poiché i tempi stringono, faccio da me quel che posso con le fonti che son riuscito a reperire.

Piacerebbe che i lettori aiutassero in tale compito, provando a frugare nel ricordo, su internet o dove pensano possa esser utile. Per realizzare insieme il primo "reportage collettivo", generato dall'interazione made in blog tra autori, lettori e commentatori.

Intanto, iniziamo con quel che c'è di pronto. In ordine cronologico, tranne per l'ultima, illuminante "perla".

venerdì 21 dicembre 2012

ILVA, il decreto è legge: è morta la giustizia... parola del Marchese del Grillo

Le campane a morte suonano a stormo. 

Ecco quella de "Il sole 24 ore":


L'Autorizzazione integrata ambientale dell'Ilva è legge. Ieri sera il Senato ha approvato il decreto del Governo con 217 sì. Dieci i voti contrari e 18 le astensioni. Col via libera del Senato si chiude un capitolo ma non l'intera vicenda Ilva. Soprattutto la partita giudiziaria, che ha tenuto banco in questi ultimi cinque mesi dal sequestro dell'area a caldo, non si è conclusa. La Procura di Taranto solleverà infatti alla Corte Costituzionale il conflitto di attribuzione e aspettava proprio l'ok definitivo al decreto per compiere questa mossa.
L'Aia dell'Ilva, che il ministero dell'Ambiente ha rilasciato lo scorso 26 ottobre, è parte integrante della legge che, partita dal siderurgico di Taranto, si è poi estesa a tutti gli stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale con occupazione superiore ai 200 addetti con l'obiettivo di rendere compatibili la produzione con la tutela della salute e dell'ambiente. L'altro ieri il decreto aveva ricevuto l'ok della Camera, dove il giorno prima il Governo aveva posto e ottenuto la fiducia. Nell'immediato la legge consente all'Ilva di andare avanti con l'applicazione delle prescrizioni dell'Aia e di vendere i semilavorati e i prodotti finiti che il 26 novembre la Magistratura ha sequestrato.
Nell'attesa di valutare in dettaglio i profili di possibile censura del decreto, anche alla luce di quel che due parlamentari hanno affermato durante il dibattito alla camera di due giorni fa, vi proponiamo un altro celebre spezzone tratto da "Il Marchese del Grillo".

nudita´

Amici lettori,


questo post è sofferto, le conseguenze che proporrò in questo testo non sono ortodosse. Sarò meno preciso e articolato del solito, molti dei riferimenti sono solo in inglese oppure non li trovo più.

Non abbiatevene a male.

Dunque, il mio ragionamento di oggi parte da una pagina su facebook intitolata 


Che significa che il corpo non e`qualcosa per cui dobbiamo scusarci.


La pagina e`a cura di alcune donne che ritengono che il cosiddetto senso comune, la vulgata, sia discriminatorio nei confronti del corpo femminile.

Che pretendono dalle donne le scuse per il corpo che hanno. Esattamente come fanno i fondamentalisti islamici che pretendono il Burqa.

Queste donne rivendicano perequazione e la fine della discriminazione.

E` un fiorire di donne pingui e di articoli in cui si spiega alle proprie figlie cosa sia belle.







mercoledì 19 dicembre 2012

Ultimora ILVA: Camera, 420 si, 21 no, decreto approvato con la fiducia

Le ragioni del no e dei prossimi guai di questa legge nata male, due interventi chiave - aggiornato, pubblicati in coda Zamparutti (radicali) e Mantovano (PDL)

Il famigerato decreto viene convertito in legge con i numeri che leggete, più 49 astenuti. Dopo un lungo dibattito sui cui gravava già la ragion di Stato espressa da tutte le forze politiche, tranne Radicali ed IDV. 

E con l'eccezione di qualche singolo parlamentare.

La fiducia, chiesta da un governo non eletto su di un tema così sensibile, ha poi messo fine ad ogni discorso ulteriore. Si attende ora il passaggio al Senato.

Ma questo atto irresponsabile, spacciato per il suo opposto, reca già in se i germi che ne mineranno prestissimo fondamenta e conclusioni.

martedì 18 dicembre 2012

Crestomazia ILVA: opinioni a confronto, da Altamarea a Michele Scandroglio. Passando per Clini

Il bel volto sincero dell'onorevole Scandroglio

Da quali pulpiti vengono le prediche... 

Clini, ancora lui, nel video finale... 



A seguire i testi comparsi nelle ultime ore riguardo al prossimo passaggio alla Camera del "decreto pro ILVA". Tutti interessanti. La nuova idea-decreto del ministro Clini, ad esempio. Oppure la velina governativa pubblicata dalla Gazzetta del mezzogiorno, la notizia ANSA del SIT IT  pro decreto, assai disinteressato, realizzato a quanto pare questa mattina dalle ditte che lavorano nella movimentazione dell'acciaio.
Interessante anche il comunicato di Altamarea, pubblicato dal Fatto quotidiano, giornale assai forcaiolo ma in questo momento utilissimo alla causa, che riprende essenzialmente l'analisi da noi pubblicata nell'immediatezza della promulgazione del decreto e del suo emendamento, a quanto pare inglobato nel testo legislativo. Che presenterebbe ulteriori aspetti e norme, tutti dedicati alla situazione tarantina.
Infine, l'apodittico intervento dell'onorevole Scandroglio, del PDL, che proclama il suo diktat da Primapaginanews:  

 ''Il decreto legge sull'Ilva va approvato con la massima celerità, per garantire la continuità produttiva dello stabilimento di Taranto e degli altri stabilimenti, tra cui quello di Genova”. Lo dichiara in una nota Michele Scandroglio, deputato Pdl, membro della commissione Lavoro della Camera.

lunedì 17 dicembre 2012

Taranto, città criminale: all'ombra delle ciminiere

Da Cutolo all'eversione armata, dalla saldatura tra gli autonomismi operai e i Modeo fino al primo morto in Italia per AIDS, niente di ciò sarebbe mai accaduto in città senza le ciminiere. 

Puntata di La7 pubblicata in coda al testo.


Taranto, città criminale: il "messicano"
La puntata dedicata a Taranto, nella serie "città criminali", viene così descritta sul sito de La7, la rete televisiva che produsse questi documentari/fiction e li mandò in onda nel 2009:

L'episodio Taranto della serie Città  criminali, scritta e diretta da Maurizio Iannelli e da Matilde D'Errico per LA7 si è aggiudicato il primo premio per la Fiction Edita nella sezione Miglior documentario al RomaFictionFest che si svolgerà  nella capitale dal 7 al 12 luglio.  La puntata Taranto vincitrice del RomaFictionFest, che ha inaugurato il viaggio della serie nel mondo della malavita italiana, racconta la storia dell'ascesa e della caduta della cosca mafiosa capeggiata da Antonio Modeo, detto Il messicano e dai suoi fratelli Gianfranco, Riccardo e Claudio: un regno durato oltre trent'anni e lungo 169 morti. Una discesa agli inferi che Città  Criminali documenta attraverso ricostruzioni in fiction, materiale di repertorio e interviste realizzate ai protagonisti dell'epoca, tra cui al magistrato Nicolangelo Ghizzardi, ad Antonio Calcagni, Pasquale Quinto e Leo Ferretti della Polizia di Stato, a Francesco La Macchia dell'Arma dei Carabinieri, all'avvocato Fabrizio La Manna e al giornalista di Taranto Sera Mario Diliberto.
I ricordi di quei tempi grami sono impressi nella mente di tutti coloro che la vissero. Anche solo da bambini o adolescenti. La criminalità, organizzata e micro, spadroneggiò per lunghissimi anni, all'ombra di quelle ciminiere da cui proveniva, in fondo, tutta la ricchezza improvvisa che si era riversata sull'antico borgo di pescatori e marinai. 
Che attirò intensamente le mire, un tempo molto blande, di Camorra e 'Ndrangheta.

domenica 16 dicembre 2012

Grande manifestazione di piazza a Taranto: immagini e videoriprese

Testa del corteo in via D'Aquino

Tanta gente, molti cori... e le forze dell'ordine non sono più così convinte dell'ordine che rappresentano...

 

Il numero delle presenze, come sempre, è controverso. 
Davvero difficile dirlo con esattezza, considerata la lunghezza del corteo, che si è snodato per chilometri. Nonchè la durata della manifestazione. 
Le stime più attendibili parlano oggi più di diecimila, forse quindicimila.
La metà di quel che pareva fosse ieri. I telegiornali sembrano aver improvvisamente dimenticato la città, mentre ben se ne ricorderanno, scommetto, quando il favoloso decreto con tanto di emendamento verrà approvato alla camera. La settimana prossima.
delegazione genovese

Ad ogni modo una massa notevolissima di persone, tantissimi giovani ma infine di tutte le età, riunita dal desiderio di mostrare che la città questa volta non vuole tornare a dormire. 
Per poi svegliarsi ogni volta sempre peggio.


Significativo il discorso del No TAV - Val di Susa, genovese. Che ha parlato apertamente di una crisi generale del siderurgico italiano. Lui, operaio di Beltrame Marghera, sa molto bene, a differenza dei tarantini, che oltre all'ambiente c'è un settore che non va più. Perchè fuori mercato. 
E per questo propone giustamente Taranto come sede prossima futura di convegni e raduni del mondo acciaiero nazionale.

sabato 15 dicembre 2012

ILVA, Taranto: ultimissime dalla manifestazione, in più di 30.000 al corteo?

Ragazzini "liberi e pensanti"

Ore 19: La questura accredita più di 30.000 partecipanti. Un serpente che taglia in due la città e si prepara alla grande riunione di Piazza della Vittoria.


Taranto trattiene il respiro, mentre questa sterminata massa vociante e musicale la attraversa.
Nessun simbolo politico o sindacale, come si desiderava.

Nell'assenza assoluta di partecipazione da parte delle istituzioni locali e nazionali, spicca la presenza di Angelo Bonelli, con cui non siamo stati certo teneri in passato. E forse nemmeno in futuro.

Ma oggi gli va riconosciuto un interessamento che salta agli occhi. E sottolinea lo zero politico da cui siamo circondati.

Angelo Bonelli (Verdi) alla manifestazione, unico... 


Cartellone nel corteo, che la dice lunga... sulla realtà



A seguire breve video dalla testa del corteo, "Dicono che manteniamo una nazione e invece stiamo nella merda..."

Epidemiologia italiana: un ottimo post su Taranto ed ILVA

Nel mentre che la città sotto decreto si prepara alla manifestazione odierna, abbiamo reperito sulla rete questo compendio di opinioni tecniche sui dati epidemiologici ILVA, che ci pare assai interessante.

Lo propone il sito della Associazione italiana di epidemiologia e prevenzione, sulla sua rivista internetica.

 

 

Per leggere i testi, alcuni di ambito medicale, altri ambientale, altri legale, questo è il link:

ilva-di-taranto-cosa-ne-dicono-gli-epidemiologi

venerdì 14 dicembre 2012

Don Giorgio de Capitani: il neo patarino che ci spiega la politica di questi giorni...

Il cavaliere nella visione infera di Don Giorgio ...

"Il Vaticano, un grande puttanaio"

 

Don Giorgio de Capitani, dal suo pulpito mediatico, ripristina i fasti della violenta predica "medioevale", degna di un seguace dolciniano, di un gioachimita in attesa delle nuove ere... di un Pietro l'eremita, di un fra' Salimbene.

Ancor meglio, egli è discendente diretto di Arnaldo da Brescia, per corregionalità e bellicosa sensibilità patarina: come lui sputtana tutto e tutti, Chiesa e Cardinali inclusi. 

Ma soprattutto Silvio "porco di Arcore" Berlusconi... (tutti i video in coda)



In quei "minuti rubati" ce n'è per il Papa, che tiene bordone all'"immondo"; per tutto il Vaticano, "un gran puttanaio"; per il Cardinale Scola, suo vescovo, che scrive discorsi dei quali nemmeno Don Giorgio "capisce una mazza", figuriamoci gli ascoltatori laici; per la famigerata CL, "Comunione e liberazione", di cui questo scrive (e "La Repubblica" pubblica ...):

vorrei che nessuno si accorgesse di Scola ciellino,
ma sarà difficile, molto difficile:

Cl è come un marchio che segna,
pone un sigillo sulla testa,
lascia impronte indistruttibili nel proprio agire.

E poi tutta la politica italiana.
Per Renzi, che perde la normalità e si "sopravvaluta", da uomo "senza carisma" quale è. Come per Bersani, che nemmeno mette conto nominare.
Per Grillo, "il petomane", che è impazzito per il potere e tradisce la sua qualità di comico, come la Lega tradì il suo popolo, corrotta dal denaro e dalle cariche.
Ma sopra tutti detestabile è il nemico pubblico numero uno, l'uomo diabolico che trasforma "in merda" tutto quel che tocca, persino il Cielo. Lui, il cavaliere, alle battute del quale ridono solo le baldracche, servito da un Maurizio Lupi, ciellino e cattolico, immondo anch'esso. 
L'astuto "coso" che parla un linguaggio suadente, che la Chiesa non è più in grado di affrontare, secondo il ferace parroco di Rovagnate (Lecco). Il "tutto rifatto" che solo Dio saprebbe come eliminare. E che solo per sua immensa bontà, nonostante le fervide preci di Don Giorgo, non distrugge.

Melinda Gates e l'Africa: una bella pagina (al di là delle critiche)

Joyce Banda e Melinda Gates
Seguiamo da tempo le evoluzioni culturali che possono condurre il mondo ad una visione più equilibrata e dignitosa di sviluppo.

Tempo fa ci colpì un video (messo da noi a disposizione in versione italiana, sottotitolata), che mostrava Melinda Gates affrontare a viso aperto uno dei taboo più retrivi del cattolicesimo, quello relativo all'uso dei contraccettivi.
Se questo taboo procura già notevoli danni in occidente, in Africa è un vero disastro.
Perchè non consente la profilassi della malattie sessualmente trasmissibili (non poche), particolarmente presenti nel continente, ma anche perchè, come facevamo appunto notare allora, ossessiona e devasta la vita della donne di quei paesi, azzerando la possibilità di una programmazione delle nascite, a fronte dell'enorme miseria ed arretratezza oggettiva di quelle terre.

Riteniamo per molte ragioni, alcune del tutto personali, che sia peraltro impossibile alcun reale sviluppo senza l'educazione, il progresso e la protezione delle donne.
Siamo lieti di poter affermare che la fondazione Gates continua nelle sue iniziative benefiche di sensibilizzazione sui temi, appunto, del controllo delle nascite come della maternità sicura.


Riportiamo qui l'articolo di Raffaello Tenthani, per Newstime Africa (la versione originale è in inglese), dedicato ad una di queste importanti campagne:


Blantyre, Malawi

Mercoledì 12 Dicembre 2012, la presidente del Malawi Joyce Banda ha incontrato Melinda Gates (moglie di Bill Gates) nella capitale Lilongwe, dove le due donne hanno discusso di salute della madre e di maternità sicura.

mercoledì 12 dicembre 2012

ANSA: l'emendamento al DECRETO LEGGE 3 dicembre 2012, n. 207

Un abbozzo di colpo di Stato... 

 

(art.3, comma 3, del decreto) :

3. "A decorrere dall'entrata in vigore del presente decreto, la società Ilva spa di Taranto è immessa nel possesso dei beni dell'impresa ed è in ogni caso autorizzata, nei limiti consentiti dal provvedimento di cui al comma 1, alla prosecuzione dell'attività produttiva nello stabilimento ed alla commercializzazione dei prodotti ivi compresi quelli realizzati antecedentemente all'entrata in vigore del presente decreto legge per un periodo di 36 mesi, ferma restando l'applicazione di tutte le disposizioni contenute nel presente decreto legge"

Questo invece l'articolo pre emendamento:

(art.3, comma 3) :

3. "A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, la societa' ILVA S.p.A. di Taranto e' immessa nel possesso dei beni dell'impresa ed e' in ogni caso autorizzata, nei limiti consentiti dal provvedimento di cui al comma 2, alla prosecuzione dell'attivita' produttiva nello stabilimento ed alla conseguente commercializzazione dei prodotti per un periodo di 36 mesi, ferma restando l'applicazione di tutte le disposizioni contenute nel presente decreto."


Emerge dalla lettura dei due testi, nonchè dalla formulazione in generale, che non di interpretazione trattasi, ma di estensione retroattiva del decreto. 
Nessuna "autentica", ma un atto legislativo indipendente dal primo, volto a completarlo su diverse basi giuridiche.

ILVA, ma quale emendamento... Corrado Clini, l'eversore: J'accuse...

E' asciut' pazz' o' padron... 

(ai fini di una compiuta esperienza multimediale, si suggerisce di leggere il testo dopo aver dato il play al brano, quale migliore colonna sonora possibile...)

 

Il ministro Clini supera se stesso. Come e perchè questo governo giunge ormai all'eversione. Ragioni di fatto e di diritto perchè Napolitano non firmi il fantomatico "emendamento interpetativo".

Presidente, non firmi!!!
Delle incongruenze, contraddizioni, mezze verità, falsità che Corrado Clini ha offerto al popolo italiano in questi mesi abbiamo tante volte scritto.
Come direbbe Catograham, qui, qui e qui, ad esempio...

Oggi purtroppo si giunge a dichiarazioni eversive dell'intero sistema giuridico e politico.
E ciò avviene quando oltre ai contenuti anche la forma, che nel diritto è sostanza, viene irrimediabilmente calpestata. Dal corriere del mezzogiorno le parole di Clini :
«il Consiglio dei ministri ha deciso che il Governo presenterà un emendamento "interpretativo" al decreto salva-Taranto. Con l’emendamento si chiarisce che la facoltà di commercializzazione dei manufatti da parte dell’Ilva, riguarda anche quelli prodotti prima dell’entrata in vigore del decreto salva-Taranto e attualmente sotto sequestro».

La vicenda processuale, sebbene ancora in fase preliminare, per quel che riguarda le decisioni della magistratura requirente e giudicante, riguardo alle ipotesi di crimini e di danni in corso ed i provvedimenti cautelari ad essi riferentesi, è definita da lungo tempo.
Su di essa è intervenuto il governo con una decreto che sovverte l'ordine dei valori costituzionali di dignità umana e diritto all'impresa ed al lavoro. Per di più incidendo direttamente su provvedimenti esecutivi emessi dagli organi competenti, in campo penale. Ma adesso si va oltre...

Scrivevamo pochi giorni fa:

Qui a seguire il decreto pensato per l'ILVA, allo scopo di subordinare salute e vita alla produzione, al lavoro ed al profitto. Poichè non è affatto impossibile fermare e poi riprendere dopo i necessari interventi, si tratta ovviamente di una scelta valoriale di cui prendiamo atto. Certamente non scevra di conseguenze.

Ed anche, altrove:

Nel frattempo il ministro Clini si produceva in interventi di grande pochezza, come sempre sottaciuta, presso reti televisive.
Nonchè, in combutta con Mario Monti e tanta politica italiana, nel famoso decreto, forse oggi controfirmato.
Di ciò tratteremo in apposito post, ma sin d'ora tutto si manifesta con le caratteristiche dell'ennesimo aborto di un potere logoro, pavido, ipocrita e con gravi problemi di sovranità. Poichè le norme ordinarie di competenza non sono state intaccate, esso non interrompe nemmeno il corso delle indagini, nè necessariamente i provvedimenti ad esse relativi. Aprendo prospettive di impugnazioni per anticostituzionalità destinate a scuotere alle fondamenta il nostro già deprivato sistema normativo. Quanto tempo sprecato...

Questo è appunto l'apposito post. Attendevamo giusto che le cose andassero dove credevamo.
Bene, cioè male. Veniamo al dunque.

Ravi Shankar, l'indimenticabile ... che ci lascia fior di eredi

Ravi e Anoushka Shankar al sitar

Due chiacchiere in ricordo del grande musicista. Suggerimenti video e brani musicali a seguire.


Per quanto abbia sempre amato Sri Ravi Shankar, indiano DOC di Varanasi, mai avevo saputo che fosse padre di due musiciste: una riconosciuta, Anoushka, suonatrice di Sitar come lui... l'altra, cantante molto nota in ambito jazz (nonchè pop) e forse anche a voi che leggete, dalla voce morbida e profonda. 
Parliamo di Nora Jones, che mai fu riconosciuta ma sembra proprio venire al 100% da quei musicali lombi.
La musica indiana è ovviamente la musica ancestrale del popolo indoeuropeo. I suoi ragas, fondati su scale musicali di base, sono la matrice di quel che poi sarebbe stato là dove il sole tramonta... e se pensiamo che il jazz stesso ha i suoi primissimi balbettii nel Donizetti direttore d'orchestra ad Istanbul, la capitale crocevia tra oriente ed occidente, che riarrangia e reinventa le marce storiche della banda dei giannizzeri, ultima permanenza del glorioso e tumultuoso corpo d'elite dei sultani... non facciamo fatica a capire il perchè dai Beatles ai Rolling Stones, da Zubin Metha a Philip Glass tutti rimasero ipnotizzati dalle sonorità del grande maestro. Che fu presente anche a Woodstock, per poi essere definito da George Harrison "The godfather of world music" (e dei due insieme youtube ci offre un bellissimo videoricordo. Così come un interessante documentario sulla vita del pandit).

Lettera ai tarantini - Una proposta: come e perché dobbiamo eleggere a Taranto, democraticamente, il garante



Riceviamo una lettera aperta, inoltrata ai media locali.

E pubblichiamo:



Concittadini, 

Credo che quel che si sia verificato nel corso dei mesi in città, relativamente alle vicende del siderurgico, meriti una riflessione approfondita sulla questione e le scelte che ci si pongono di fronte. Molto di quel che davvero determina la realtà delle cose, a mio parere, è rimasto inespresso.
E non consente chiarezza nell’oggi e nel domani.
Provo qui a riassumere quel che so, chiedendo scusa per eventuali imprecisioni, difficilmente evitabili in questioni così complesse, allo scopo precipuo di avanzare una proposta concreta alla cittadinanza, come ai suoi, spesso inerti, rappresentanti.

Sorvoliamo su quello che le intercettazioni hanno definitivamente acclarato, di là di ogni conseguenza penale che la magistratura voglia a esse correlare. Più importante della sanzione penale, infatti, è la sanzione sociale, volta a stigmatizzare comportamenti civilmente e moralmente dannosi, anche laddove non integrino specifiche fattispecie di reato. Definiamo questi ultimi, nell’insieme, una rete di relazioni determinate dai reciproci vantaggi, no necessariamente rilevanti penalmente, ma che certo ben poco avevano a che fare con la rappresentanza politica degli elettori, la responsabilità dell’informazione professionale, la trasparenza della tecnica, la corretta distanza tra controllati e controllanti.
Siamo liberi di ritenere, pertanto, che detta rete abbia condizionato e alterato la percezione della realtà nei tarantini e abbia contribuito in maniera decisiva al cronicizzarsi di mali che ci conducono oggi in questo cul de sac. Siamo anche liberi di ritenerci non sufficientemente garantiti dai nostri parlamentari, sindaci, presidenti, sindacalisti, giornalisti.

Non soffermiamoci oltre sul palese contrasto fra il dettato costituzionale e le norme del decreto, che capovolge le scelte di valore dettate nell’articolo 41 della carta. Cosi come sull’inopportunità di accavallare le attribuzioni del potere legislativo e della funzione giudiziaria in materia penale. 
Ma di ciò si occuperà, quasi certamente, l’alta corte. E non vorrei essere nei suoi panni.
Entro invece nel merito, per quanto mi riesca, del perché si è giunti sin qui, del cosa accade ora, del cosa potrà accadere a breve, in base al decreto e alle scelte dell’azienda, rimessa in possesso dello stabilimento.

martedì 11 dicembre 2012

Tarasleaks 2012: Enrico Bondi e l'evacuazione dei Tamburi... c'è una strategia nazionale?

Il commissario Bondi ed il premier Mario Monti

Riportiamo, col beneficio dell'inventario, quanto da poco appreso in proposito, per bocca di funzionari della Marina italiana

Da fonti confidenziali attendibili, abbiamo saputo che l'ipotesi ventilata dal ministro Clini, quella di evacuare i Tamburi o parte di essi al fine di proteggere la popolazione dall'impatto diretto delle emissioni inquinanti, potrebbe far parte di un progetto che accomunerebbe il Ministero, il Comune di Taranto (da cui sarebbe partita l'idea) e la Difesa. E che troverebbe la radice nella spending review di cui è responsabile il supercommissario Enrico Bondi.

Queste le parole del ministro, che in parte confermerebbero quanto appena riportato:
Quando abbiamo affrontato il tema di Tamburi con il sindaco di Taranto una delle tematiche cha abbiamo affrontato è anche quella della possibilità di delocalizzare alcune delle strutture abitative che sono più esposte ai rischi della contaminazione ambientale e nello stesso decreto decreto legge di agosto destinato a finanziare gli interventi per Taranto abbiamo una voce esplicita sul risanamento del quartiere Tamburi che può prevedere anche interventi di questo tipo

Poichè vaste proprietà della Marina, e più in generale della difesa, sarebbero in procinto di essere dismesse, allo scopo precipuo di ottenere fondi, sempre più urgenti, per le spese militari, ordinarie e straordinarie, la popolazione dei Tamburi potrebbe essere trasferita (non si sa con che strumento legislativo, con che logistica, quando... parliamo di indiscrezioni...) appunto in residenze ex Marina, largamente presenti a Taranto, sede della più importante base navale militare italiana.

lunedì 10 dicembre 2012

Giornali online: Italia pessima, SOLE24ORE incluso

 Il pressapochismo nazionale: la stampa mediocre, le sovvenzioni pubbliche, la disattenzione alla rete...


Dal Sole24ore: risultato giusto, primo ministro sbagliato...

 

 

 

P.s. Ecco qui la "pronta" correzione, che il Sole24ore ha praticato or ora all'articolo di cui qui trattavamo un'ora fa. Questo è un risultato del fact checking di cui già parlammo, a proposito di una proposta del Corriere della Sera, cui non ci pare purtroppo ci sia stato gran seguito. Resta più che valido quel che abbiamo già scritto.

 

Da ieri sul SOLE24ORE online potete trovare un articolo dedicato alle elezioni in Romania, vinte dalla coalizione di centrosinistra guidata dal giovane Victor Ponta, sorta di Monti rumeno: in bocca al lupo mr. Ponta, la missione della modernizzazione della Romania è assai ardua e riguarda da vicino anche la penisola italiana, letteralmente colonizzata dall'emigrazione made in Bucuresti. Fonte per noi di non poche difficoltà.
Autentico Victor Ponta
L'immagine di Victor Ponta, protagonista insieme al presidente Traian Basescu di una sorta di telenovela nazionale e nazionalista, condita da elementi di politica internazionale piuttosto invadenti, è alquanto nota ai commentatori di politica internazionale.
Victor Ponta ha queste fattezze, come potete notare assai diverse da quelle mostrare sull'articolo del Sole 24 ore, di cui ho mostrato poc'anzi lo screenshot... Il problema non è tanto l'errore materiale, il refuso, che può sempre capitare. Ma la sua persistenza dopo un giorno intero, trattandosi di un'immagine relativa ad evento di notevole importanza ed arcinoto, conduce ad una riflessione sulla qualità della nostra informazione online.

domenica 9 dicembre 2012

Da Dario Fo ad "anonimo"... tramite Corporeus Corpora

Questa è la canzone di chiusura di "Mistero Buffo", splendida trasmissione televisiva tratta dalla omonima selezione teatrale del grande Dario Fo, che ancora non si era rivestito di tanta prosopopea politica, sebbene eterno militante. E soprattutto era ai vertici della creatività e dell'arte. Anno di grazia 1977, mica ieri...

La dedico all' "anonimo" che tanta avversione ha per chi prova a descrivere la realtà italiana per come è, introducendo nel suo piccolo la discussione sul cambiamento e sui rischi che esso comporta. E che dovremmo tutti accollarci. Almeno ogni tanto.

Salvo, come suggerisce infine il bellissimo testo, emigrare...

Buon ascolto:


Qui il bando del concorso natalizio a premi per i lettori...

Corporeus Corpora indice il suo primo concorso natalizio a premi

Copia di questo bando è sin d'ora fra le pagine statiche, poste sopra l'ultimo post (il più recente) in home page. Lì rimarrà sino al 7 Gennaio 2013.


Gentili lettori,

Abbiamo pensato che la vostra partecipazione alle sorti del sito meritasse una piccola gratificazione. Ed al tempo stesso un'altrettanto piccola "spinta" a contribuire ai suoi contenuti.

A questo scopo indiciamo un concorso di Natale, con tre categorie.

sabato 8 dicembre 2012

ILVA: Archinà alle prese col "Cloro Rosso", Stefàno con l'ignavia sua...

In mano a chi stiamo, parola della Digos:

Il potere di uno stencil

 

A seguire, riprese dal sito Globalproject, le intercettazioni tra Gerolamo Archinà, il grande tessitore delle trame che impedivano anche i più blandi tentativi cittadini di sollevare il problema inquinamento, ed un funzionario della DIGOS tarantina, l'ispettore De Michele.

Quest'ultimo pare riferisse abitualmente fatti di ufficio all'Archinà, in questo caso riguardo alla questione del Cloro Rosso, centro sociale istallatosi in una scuola media abbandonata e malmessa di Taranto. Oggetto delle attenzioni di Archinà e del sindaco, che ne chiedeva lo sgombero, salvo rimangiarselo in seguito alle pressioni di Rifondazione.

Per approfondire rimandiamo al sito linkato. Qui solo le conversazioni, davvero poco edificanti. Che commentiamo brevemente in coda.



È bene ricordare che durante lo sgombero del Cloro Rosso, avvenuto esattamente la mattina dopo le rassicurazioni dell'ex assessore comunale Pennuzzi sullo "stare tranquilli", gli attivisti decidono di telefonare al consigliere comuale Voccoli, designato dall'amministrazione a seguire la questione "Cloro Rosso", che insieme all'assessore regionale alle politiche giovanili Fratoianni (quel giorno a Taranto), decide di recarsi dal sindaco per avere spiegazioni su quanto stava accadendo.

Telefonata dell'8 giugno 2010 tra Girolamo Archinà (Ilva) e Cataldo De Michele (Digos)

De Michele: poi abbiamo sequestrato nella sede del Cloro Rosso il clichè dello stampo che hanno fatto sui muri e sui marciapiedi.

Archinà: ah! E quindi?

De Michele: abbiamo fatto il sequestro penale a carico dei soggetti perché abbiamo fatto lo sgombero stamattina

Archinà: ah, avete fatto...si perché ho visto l’assessore...

venerdì 7 dicembre 2012

Lettera aperta ai tarantini: Corporeus Corpora riceve e pubblica

La straordinaria Genova, Zena per gli amici...

UNA GENOVESE SCRIVE AI TARANTINI...


Non sono mai stata a Taranto, ma sono nata 40 anni fa a Cornigliano (Genova) e lì ho vissuto per oltre 20 anni, davanti alla mostruosa acciaieria, che ha distrutto per sempre un quartiere che all’inizio del secolo scorso era tra le più rinomate località balneari della Liguria.Ero solo una bambina o un’adolescente poco consapevole, ma ricordo bene le lotte delle donne di Cornigliano per porre un limite al mostro che si mangiava le nostre vite.
Ricordo i tanti giorni in cui si respirava una puzza acre e si dovevano tenere chiuse le finestre, ricordo la polvere nera, grigia, rossastra, che si posava ovunque, sulle persiane, sui vetri, sul bucato e i sui nostri polmoni.Per protesta si appendevano le lenzuola bianche alle finestre e in breve tempo diventavano grigie di veleno.Allora non c’era internet e se il benzene aveva sforato i limiti di decine di volte, si veniva a saperlo (mica sempre) dopo mesi e mesi che l’avevamo già respirato… Ricordo i botti delle esplosioni, e le nuvole di fumi che si levavano immense, illuminate dalla luce arancione industriale; mio padre mi spiegava che i fumi peggiori però erano quelli che non si vedevano, che uscivano di notte.Mio padre per un periodo aveva lavorato a quella che allora si chiamava Italsider (oggi Ilva): per sua fortuna lavorava negli uffici, ma qualche volta era entrato nella zona di lavorazione e raccontava che sembrava di essere arrivati all’inferno.
Mio padre ogni estate cercava di portarci via per respirare un po’ di aria sana almeno qualche mese all’anno.Andavamo in affitto in un modesto appartamento in campagna in Piemonte e quando arrivava settembre e dovevamo tornare a casa io e mia sorella piangevamo.
Mio padre è già stato operato per due tumori, magari il benzene non c’entra, ma chi lo saprà mai?

diritto alla vita

l´immagine di Millemarchi
Amici lettori,

devo riportare una dichiarazione di Marco Pannella. Lo so, lo so. Ma questa e` particolarmente efficace, era tempo che il vecchio leone non ne ingarrava una cosi´.


L´ha scritta in un post su facebook.

La riporto qui.

Sull'Ilva Napolitano firma un atto eversivo del Governo. 

giovedì 6 dicembre 2012

Il ritorno: Fabio Riva o' latitante si costituisce, preferendo il Natale italiano

Fabio Riva, da giorni ricercato, segnala la sua presenza a Londra e afferma di voler tornare in Italia, dopo essersi consegnato alle autorità locali


Chissà forse lo abbiamo convinto noi, grazie al talento di Gianni Celeste, che la vita del latitante è assai amara... o forse ha avuto un singulto di spirito di legalità, nei confronti di una nazione che lo ha comunque reso assai ricco.
O più semplicemente la sua missione anglosassone è conclusa, i conti messi in sicurezza, gli accordi per il futuro contrattati con i veri poteri del mondo... e può rientrare a la maison.
In teoria in carcere.
Questo lo scarno, ineffabile, contenuto del telex inviato, per come ce lo riporta Repubblica online:
Ho saputo che è stato emesso un provvedimento di custodia cautelare nei miei confronti. Quando questo è accaduto mi trovavo in Inghilterra. Ho deciso di mettermi a disposizione delle autorità inglesi

mercoledì 5 dicembre 2012

Addio Dave...

Un colosso del jazz americano ci lascia oggi.

Il più noto dei suo brani, Take five, come l'Eroica di Beethoven, la Primavera di Vivaldi, Figaro di Rossini, la marcia turca di Mozart, il Bolero di Ravèl e non troppi altri brani della musica antica, moderna e contemporanea, ha notorietà che va ben oltre il suo genere ed i suoi anni.
Salutiamo Dave Brubeck con grande malinconia.
E qualche brano degno della sua straordinaria creatività.





martedì 4 dicembre 2012

ILVA... Ei alfin firmò: ecco a voi il decreto legge ad aziendam

 Qui a seguire il decreto pensato per l'ILVA, allo scopo di subordinare salute e vita alla produzione, al lavoro ed al profitto. Poichè non è affatto impossibile fermare e poi riprendere dopo i necessari interventi, si tratta ovviamente di una scelta valoriale di cui prendiamo atto. Certamente non scevra di conseguenze.

L'espressione di Napolitano dopo le domande sul caso ILVA dei giorni scorsi... ma ei alfin firmò

















DECRETO-LEGGE 3 dicembre 2012, n. 207
Disposizioni urgenti a tutela della salute, dell'ambiente e dei livelli di occupazione, in caso di crisi di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale. (12G0234)
(GU n. 282 del 3-12-2012)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 41, 43, 77 e 87 della Costituzione;
Visto il decreto-legge 7 agosto 2012, n. 129, convertito dalla legge 4 ottobre 2012, n. 171, e il Protocollo d'Intesa del 26 luglio 2012 per interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto sottoscritto a Roma;
Visto il decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare in data 26 ottobre 2012, prot.
DVA/DEC/2012/0000547, di cui alla comunicazione pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 252 del 27 ottobre 2012, con il quale si e' provveduto al riesame dell'autorizzazione integrata ambientale n. DVA/DEC/2011/450 del 4 agosto 2011, rilasciata alla Societa' ILVA S.p.A. per l'esercizio dello stabilimento siderurgico ubicato nei comuni di Taranto e di Statte, disponendo, ai fini della piu' rigorosa protezione della salute e dell'ambiente, l'applicazione in anticipo della decisione di esecuzione n. 2012/135/UE della Commissione, del 28 febbraio 2012, che stabilisce le conclusioni sulle migliori tecniche disponibili (BAT) da impiegare per la produzione di ferro e acciaio ai sensi della direttiva 2010/75/UE;
Considerato che l'autorizzazione integrata ambientale e il Piano operativo assicurano l'immediata esecuzione di misure finalizzate alla tutela della salute ed alla protezione ambientale e prevedono graduali ulteriori interventi sulla base di un ordine di priorita' finalizzato al risanamento progressivo degli impianti;
Ritenuta la straordinaria necessita' e urgenza di emanare disposizioni per assicurare che, in presenza di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale, qualora vi sia una assoluta necessita' di salvaguardia dell'occupazione e della produzione, il Ministro dell'ambiente possa autorizzare mediante autorizzazione integrata ambientale la prosecuzione dell'attivita' produttiva di uno o piu' stabilimenti per un periodo di tempo determinato non superiore a 36 mesi e a condizione che vengano adempiute le prescrizioni contenute nella medesima autorizzazione, secondo le procedure e i termini ivi indicati, al fine di assicurare la piu' adeguata tutela dell'ambiente e della salute secondo le migliori tecniche disponibili;
Ritenuta altresi' la straordinaria necessita' e urgenza di emanare disposizioni per assicurare la piena attuazione delle prescrizioni della sopracitata autorizzazione, volte alla immediata rimozione delle condizioni di criticita' esistenti che possono incidere sulla salute, conseguendo il sostanziale abbattimento delle emissioni inquinanti;
Considerato che la continuita' del funzionamento produttivo dello stabilimento siderurgico Ilva S.p.A. costituisce una priorita' strategica di interesse nazionale, in considerazione dei prevalenti profili di protezione dell'ambiente e della salute, di ordine pubblico, di salvaguardia dei livelli occupazionali;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 30 novembre 2012;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico;
Emana

il seguente decreto-legge:

Oscar Luigi Scalfaro tra Mafia e Stato: ancora Martelli, ancora peggio...

Scalfaro '43
Scalfaro '60

Breve antefatto. 

Riporto inizialmente quanto pubblicato mesi fa, con tanto di commento. 

Per sottolineare la continuità nelle dichiarazioni dell'ex guardasigilli Claudio Martelli riguardo alla capitale questione dei rapporti (non protetti, evidentemente) Stato - Mafia e per evitare un'altra breve contestualizzazione storica che poco aggiungerebbe alla precedente. Questione che Corporeus corpora considera degna della massima attenzione ed evidenza, contrariamente ai media ufficiali. E nonostante il tono satirico.

Scalfaro '92

Seguirà una nuova testimonianza, in cui ancora Martelli ricostruisce tasselli importanti della vicenda, giungendo ad una ricostruzione a suo dire più completa, questa volta corredata da nomi e cognomi. Tra di essi spicca un ex presidente della Repubblica, passato a miglior vita.

Affermazioni sconcertanti, ma anche plausibili. Di cui verrebbe gran voglia di  chiedere riscontro a qualche protagonista menzionato. 

Vedere per credere.


lunedì 3 dicembre 2012

Telese ci gratifica, Clini ci ammorba, Bindi ci vieta. Stormy monday...

Taranto, Dies irae dies ILVA: I cavalieri dell'apocalisse in soccorso del siderurgico, 

Il 29 mattina titolavamo così... ma anche "Pubblico", il quotidiano di Luca Telese. Con curiosa coincidenza. Ci fa piacere comunque che si inizi ad usare una terminologia adatta alla dimensione tragica della vicenda. 

 

Nel frattempo il ministro Clini si produceva in interventi di grande pochezza, come sempre sottaciuta, presso reti televisive

Nonchè, in combutta con Mario Monti e tanta politica italiana, nel famoso decreto, forse oggi controfirmato.

Di ciò tratteremo in apposito post, ma sin d'ora tutto si manifesta con le caratteristiche dell'ennesimo aborto di un potere logoro, pavido, ipocrita e con gravi problemi di sovranità. 
Poichè le norme ordinarie di competenza non sono state intaccate, esso non interrompe nemmeno il corso delle indagini, nè necessariamente i provvedimenti ad esse relativi. Aprendo prospettive di impugnazioni per anticostituzionalità destinate a scuotere alle fondamenta il nostro già deprivato sistema normativo. Quanto tempo sprecato...

Nel frattempo anche il romanzo di un giovane povero viene a conclusione: Matteo Renzi, mr. comunicazione politica moderna di sinistra, cade sotto i colpi del vetusto apparato DC-PC, ben rappresentato dal perfido ghigno del ferace D'Alema, mr. servizi segreti.

Una vittoria del Renzi non avrebbe di per sè mutato granchè nella sostanza, ma nella forma si. Sdoganando una generazione su cui, a mio parere e per molte ragioni, grava una fatwa inflessibile delle gerarchie cattoliche che ne impedisce il peraltro timido tentativo di accesso politico. Poichè gli ultimi 20, 30 anni hanno visto il tradizionale controllo culturale e sociale della Chiesa in grande difficoltà.

La vera notizia è che ieri Rosy Bindi, estasiata dall'aver respinto il nemico almeno oltre il Piave, confessa apertamente su La7 (a seguire lo spezzone video) quanto poco affidabili, dal punto di vista clericale e cattolico, paiono i trentenni, persino della sua stessa area.